
Salita epica e
molto spettacolare. E' l'ascesa più bella del Friuli e in durezza e' superata
solo dai due versanti dello Zoncolan, da Ovaro e da Priola.
L'altimetria riportata e' leggermente errata in quanto il culmine e' a 1980 m di
quota mentre il percorso e' lungo 16 Km.
Quindi, trascurando i primi 1,5 Km quasi piatti, l'ascesa vera e propria
esibisce questi ragguardevoli numeri:
14,5 Km di lunghezza, 1420 m di dislivello e una pendenza media del 9,8%, con
punte del 20%.La salita e' suddivisibile in tre tratti ben distinti.
Il primo inizia quando si supera il ponte sul rio Margo', appena dopoil bivio
per Sappada, e offre degli scorci molto belli sul Canal di Gorto e la Val
Pesarina.
Si svolge su una carreggiata abbastanza larga e dal buon fondo in ambiente
aperto. L'altimetria e' molto fedele in quanto le pendenze
sono effettivamente molto costanti.Poco prima dell'abitato di Tualis inizia un
tratto pedalabile, ma
appena si esce dal paese per inoltrarsi nel folto bosco di abeti, le pendenze
ritornano a incattivirsi. Questo e' l'avvertimento che e'
iniziata la seconda parte dell'ascesa, costantemente molto impegnativa su una
carreggiata stretta dal fondo ruvido e un po' sporco.
Anche in questo caso l'altimetria non inganna: gli unici momenti in cui
e'possibile tirare fiato sono alcuni dei 18 tornanti che separano lunghi
rettilinei dalle pendenze comprese tra il 10 e il 14%. Fortunatamente l'ombra
offerta dalla stupenda abetaia mitiga lo sforzo.
Intorno al 12-esimo Km il bosco inizia a diradarsi e si intravedono le immense
praterie che ricoprono la parte sommitale del massiccio del Crostis.
Al 13-esimo Km, dopo un tornante a destra, un rettilineo al 12% annuncia
bruscamente che e' iniziata la terza parte.
E' la più dura per due motivi. Il primo e' rappresentato da un aumento della
pendenza che raggiunge una media del 12% tra il 13-esimo e 15-esimo Km, con
punte del 18-20%.
Il secondo e' l'esposizione a solatio in ambiente prativo che però offre uno
stupendo panorama, sempre che ci siano forze sufficienti anche per tenere la
testa alta...
Questi 3 Km finali, che iniziano con 9 stretti e ripidi tornantini in veloce
successione, ricordano quelli dello Zoncolan da Sutrio e il tratto più duro del
Montasio.
Dopo l'ultimo tornante resta da affrontare il rettilineo finale che diviene via
via meno difficile finché, dopo una curva cieca, non si scollina.
L'ultimo Km, a Luglio 2006, presenta una carreggiata stretta, priva di
protezioni e abbastanza rovinata. L'unica possibilità di ristoro
e' offerta dalla casera-agriturismo Chiadinis alta raggiungibile in circa 500 m
appena dopo il culmine da cui e' ben visibile.
La strada poi prosegue a mezza costa per circa 7 Km, di cui 5 Km su sterrato, di
solito ben battuto anche per passarci con la bici da
corsa: e' la cosiddetta "Panoramica delle vette". La denominazione e' quanto mai
azzeccata.
Quando la carreggiata ridiviene asfaltata inizia la non velocissima discesa di
circa 10 Km fino a Ravascletto. Il traffico e' limitatissimo, se non
inesistente, lungo tutto il tragitto.
Infine, un suggerimento per i salitomani. E' possibile rendere la salita un po'
più dura seguendo questa una piccola variante, nient'altro che una scorciatoia.
Al bivio per Noiaretto si gira a sinistra entrando nel paese. Dopo averlo
attraversato si arriva rapidamente e ripidamente a Tualis.
Gianpaolo Vicario