PONTE SELVA (PARRE) – ALPE VACCARO
La partenza è fissata a Ponte Selva, appena dopo il bivio che sale verso Clusone - Passo della Presolana.
Si lascia la strada provinciale di fondovalle e si sale su buone pendenze fino ad entrare nell’abitato di Parre. Il paese, anticamente organizzato in due nuclei, inferiore e superiore, è oggi unito. Passando accanto alla caratteristica chiesa di S.Rocco, si sale verso Parre di sopra lungo via Duca d’Aosta, fino ad arrivare alla chiesa parrocchiale di S.Pietro; qui la strada si biforca: andando a sinistra la strada sale verso i monti Trevasco e Sponda, andando a destra si sale verso il monte Alino e quindi al rifugio Vaccaro.
Svoltiamo quindi a destra. Dopo 100 metri pianeggianti, si affrontano 400 metri terribili al 18 %, fino ad uscire dall’abitato di Parre giungendo in località Campella. Per i turisti, svoltando a sinistra attraverso una ampio sentiero si può aggiungere il Santuario della SS.Trinità. Noi invece imbocchiamo una strada in discesa che ci porta ad attraversare la valle di Fontagnone, e ricominciamo progressivamente a salire, dapprima con pendenze morbide poi, superata la santella della “Madonnina dei Fanti”, il gioco si fa duro: subito 400 metri al 20% attraverso il bosco, poi altri 1700 m di strada su pendenze importanti che ci portano alla caratteristica chiesetta di S.Antonio, Monte Alino. La strada, che alterna tratti asfaltati e tratti in bitume, è ben tenuta. La pendenza ha una media dell’11% con punte nel tratto iniziale ed in quello centrale superiori al 20.
Giunti a questo punto, consigliamo di osservare il bel panorama, dove spiccano le molte baite, l’altopiano clusonese e sullo sfondo la maestosa Presolana. Consigliamo anche di prendere un po’ di fiato, perché i restanti 2,7 km che portano al rifugio Alpe Vaccaro, pendenza media 17 %, vi metteranno a dura prova. La strada a tratti in asfalto a tratti in bitume sale in mezzo ai prati con una serie di tornanti dalle pendenze variabili; si giunge quindi nei pressi delle “antenne”, dove è posizionata una sbarra per impedire l’accesso ai veicoli non autorizzati. Qui comincia un altro tratto proibitivo, che in 500 metri porta fino al bosco, dove finalmente la strada spiana. Ma vi sono solo 200 metri di pausa, dopodiché la strada riprende a salire vistosamente, con il tratto finale di 800 metri al 19 %. Fortunatamente la vista della meta rinfranca il cuore, fino a giungere ai 1496 metri della cosiddetta “2° baita”. La strada asfaltata termina qui, proseguendo in terra battuta per 200 metri quasi pianeggianti fino al rifugio Alpe Vaccaro.
Il rifugio è gestito da Volontari del GEP (gruppo escursionistico parrese), ed è aperto quasi tutti i fine settimana ed in maniera continuativa durante l’estate. Il monte Vaccaro, esposto completamente a sud, presenta ampi pascoli ancora utilizzati come alpeggio, per servire i quali in questi ultimi anni è stata appunto costruita tale strada.
Daniel Mor Stabilini