Fonte: Fredi Meazzo

 

I numeri: 8.9 chilometri al 13% medio. Punte del 23% nel finale e quasi mai un attimo di respiro. E' una vera sfida. Forse questo versante non e'
più duro dello Zoncolan Ovaro, ma certamente più difficile, soprattutto se si confrontano i 3 km finali.
La salita inizia a quota 580, e non 590, al bivio per Priola "centro" sulla strada che collega Sutrio con Noiariis. Dopo poco meno di 150 m in
corrispondenza di una chiesetta si tiene la destra per uscire quasi subito dal paese dove finisce l'unico tratto facile dell'intera scalata.
Di fronte al ciclista si staglia la prima delle numerose ripide rampe che lo separano dalla vetta. I successivi 1,5 km sono molto
impegnativi, ma si svolgono fortunatamente in una fittissima abetaia che garantisce ombra fino al quinto chilometro.
La strada e' stretta con il fondo un po' rovinato, ma all'altezza del terzo tornante il manto stradale diventa ottimo. Qui iniziano
circa 500 m di relativo riposo, essendo "solo" al 10% medio. Poi il percorso ritorna a proporre tratti oltre il 15% intervallati da
tornanti che permettono di diminuire un po' lo sforzo. L'incostanza della pendenza e' la differenza principale rispetto allo
Zoncolan da Ovaro, ma i momenti "pedalabili" sono davvero pochi e comunque non scendono al di sotto del 8-9%.
Intorno al terzo chilometro e mezzo il bosco si dirada e permette di godersi la vista sulla cima dello Zoncolan, dell'Arvenis e del Duada.
Superato uno stavolo si rientra nel bosco per affrontare un chilometro molto aspro con picchi anche al 20%.
Al quinto km il bosco inizia definitivamente a far posto alla prateria alpina mentre le pendenze diventano quasi normali e dopo
circa 700 m si arriva al bivio per Sutrio. Si procede a sinistra in salita immettendosi così sulla strada che e'
stata percorsa dal Giro d'Italia nel 2003. Ancora 200 m "pedalabili" e dopo una curva a sinistra inizia la durissima parte finale,
completamente esposta al sole e dalle pendenze molto discontinue e spesso oltre il 15 e il 20% nei tre durissimi tratti
che sono stati ottimamente descritti dall'altimetria. Il primo strappo e' lungo circa 500 m e supera il 15% medio dopodichè
si incontra un tratto tranquillo.Questa e' l'ultima occasione per recuperare. La seconda impennata e' caratterizzata da una prima coppia di
tornanti parabolici e da un lungo e spietato drittone. Seguono circa 400 m meno impegnativi, ma quando si profila
un'altra coppia di tornantini e' segno che si sta approssimando il tratto più duro, il già celebre drittone finale dello Zoncolan da
Sutrio. Questa lunga rampa inizia in corrispondenza di una curva a sinistra e tocca subito il picco massimo del 23%. Restano ancora
altri 700 m di sofferenza che progressivamente spianano fino a raggiungere a quota 1730 la sella Zoncolan. Questo e' uno
straordinario punto panoramico, ma completamente deserto. La discesa verso Ovaro e' ripidissima, ma tranne che nei primi 2
chilometri, ha un fondo più che buono.

Commento di Gianpaolo Vicario