Mangart, un "2000" sloveno pieno di fascino e mediamente impegnativo. Una salita da fare assolutamente per i panorami che sa regalare, lo stato e lo sviluppo della strada "d'altri tempi" e I'aria da impresa ogni volta che si alza lo sguardo verso l'alto.La strada impegna subito il ciclista anche per un tratto al momento sterrato e il passaggio di un guado che porta sull'altro versante della valle. Come si può vedere dal grafico, la pendenza media, abbastanza regolare è comunque puntellata da brevi, ma impegnative rampe come quella che segue i primi 2 tornanti e che probabilmente è stata disegnata su un vecchio tracciato di piccoli tornantini.Le gallerie sono 5 di cui la terza molto breve, ma tutte buie, strette e rettilinee (un faretto è consigliato).Usciti dall'ultima galleria ci appare davanti una lunga rampa sotto la montagna che porta all'anello terminale, ora asfaltato e a senso unico, che raggiunge quasi i 2050; per poi ridiscendere. Un ultimo consiglio, mettete la bici in spalla (giusto per non farvela fregare) e raggiungete a piedi il punto più alto della sella:un panorama grandioso vi si parerà davanti con i laghi di Fusine nell'altro versante e grandi montagne all'orizzonte.

Fonte: Diego Bettio